La città
Alla città è vietato fruttificare:
se non il frutto
dell’edificio grezzo...
di cemento armato
in un palazzo
del cuore pieno d’infarto
e noia.
Alla città terra bella fantasia
di acquerello,
senza diritto reale
alla primavera.
I fiori cercano di fiorire abbracciati al rampicante
contorto di ferro, di acciaio,
profumano l’aria, quasi una vizio
in un abbraccio strangolato.
C’è un altro frutto:
Quello della miseria e del lutto,
Il lutto e la tristezza per chi non cresce,
non muore, non vive... soffre e soffre..
La città con le sue vesti di gala,
celebra la libertà degli uomini,
del progresso... come se fossero solo
vesti... i suoi stracci che volano...
senza diritto a svegliarsi.
Allora tutto è stato,
se non nulla lo è!
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