la stella
La stella è caduta, subito dopo la pioggia,
quasi nessuno l'ha vista,
era un lampo
un angolo in essa un po' ottuso...
Ha lacerato il cielo, soffocato Zeus...
perché la stella ha mancato il bersaglio,
è caduta in un largo lago,
un pozzo nel fondo del cortile.
Si è immersa nella terra scura,
la stella non era né seme né frutto maturo,
è caduta per un calcolo errato
di una mente oscura.
Se fosse luna, pianeta, sole o un'altra invenzione,
non sapeva nemmeno come definirsi...
Guardò intorno e non era neanche il sertão,
era terra dura, terra pura, zolla!
Era già nata nella chiarezza,
non si era mai cacciata nelle tenebre...
il suo colore caldo e brillante, brillava,
arcobaleno fluttuante sulla neve bianca...
che al semplice pensiero si scioglie.
E ora che la stella si immerge
nel caos della terra senza confini,
la sua luce di profonda candore,
sospetta, spenta, frode sottile...
Quale nulla la luce della stella non si spegne,
anche dopo tutto il chiarore dell'alba,
si scioglie nel cortile illuminato
raggi di sole sul mattino...
segue ancora la stella dietro la nuvola,
canticchiando il cielo dell'alba...
come se la scomparsa fosse nulla,
davanti alla possibilità
che il suo essere torni a essere tuo.
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